Identificativo Unico e IBAN
L’”identificativo unico” è la combinazione di lettere, numeri o simboli che il prestatore di servizi di pagamento indica all’utilizzatore di servizi di pagamento e che l’utilizzatore deve fornire al proprio prestatore di servizi di pagamento per identificare con chiarezza l’altro utilizzatore del servizio di pagamento e/o il suo conto di pagamento per l’esecuzione di un’operazione di pagamento. Ove non vi sia un conto di pagamento, l’identificativo unico identifica solo l’utilizzatore del servizio di pagamento. Le forme finora standardizzare di identificativo unico sono il codice IBAN ed il codice identificativo del creditore.
Codice IBAN
L’acronimo IBAN sta per "International Bank Account Number" (numero di conto corrente bancario internazionale). Si tratta di un codice standardizzato a livello internazionale che identifica un numero di conto corrente. Viene stampato a gruppi di quattro caratteri ma va utilizzato senza spazi vuoti fra un gruppo e l'altro. Nell’area SEPA dev'essere utilizzato per tutte le operazioni bancarie quale unico riferimento del conto.
Nell’estratto conto e nel servizio home banking è riportato il codice IBAN di ogni conto corrente.
Codice BIC
Il codice BIC è un codice identificativo univoco degli istituti di credito a livello mondiale. L’acronimo BIC sta per "Bank Indentifier Code", talvolta viene impropriamente definito “codice SWIFT” in quanto è l’elemento chiave per lo scambio di messaggi nell’omonima rete. Questo codice è costituito da otto oppure undici caratteri e funge, assieme all'IBAN, da codice identificativo per l'inoltro dei pagamenti nell’area SEPA. L’utilizzo del codice BIC unitamente all’IBAN consente di identificare a livello mondiale un conto corrente. Qualora non venga fornito il codice BIC, per i conti dei paesi SEPA, le banche sono normalmente in grado di risalire al codice BIC corrispondente. Per i bonifici destinati al di fuori dell’area SEPA il codice IBAN potrebbe non essere disponibile qualora il paese destinatario non abbia adottato questa forma standardizzata di codifica.
Allineamento Archivi codici IBAN
Dal 1° gennaio 2008 il codice IBAN è utilizzato anche per i bonifici verso l'Italia. Sino all’inizio del 2010 sarà possibile, dietro pagamento di una penale, utilizzare ancora le vecchie coordinate, successivamente verrà bloccata tale possibilità e l’unica numerazione ammessa sarà quella dell’IBAN.
Per passare dalle vecchie coordinate alle nuove è disponibile la funzione di Allineamento Elettronico IBAN che consente di richiedere, alla banca presso cui è intrattenuto il conto, le corrispondenti coordinate IBAN. Il servizio è erogato tramite il Corporate Banking Interbancario.
In alternativa è possibile raccogliere da ogni beneficiario le corrette coordinate IBAN.
Nonostante gli algoritmi di calcolo del codice IBAN siano noti, non vanno assolutamente usati per calcolare i codici IBAN ma unicamente per verificarne la loro correttezza.
Con l’entrata in vigore della Direttiva sui Servizi di Pagamento (in recepimento della Direttiva Europea 2007/64/CE) le banche potranno usare unicamente il codice IBAN per accreditare i fondi per cui l’utilizzo di codici non sostanzialmente corretti (ad esempio quelli frutto di un calcolo) potrebbe portare all’accredito delle somme su conti diversi da quelli attesi.
Codice identificativo del creditore negli schemi di Sepa Direct Debit
Il creditore è identificato negli schemi di Sepa direct Debit da un “codice identificativo” (attributo AT-02) ed è obbligatorio.
Il Codice Identificativo, corrispondente al data element 2.27 ISO 20022 "Creditor Scheme Identification", consiste in un codice formato da un massimo di 35 caratteri alfanumerici così suddivisi: dalla 1ª alla 2ª posizione il codice ISO del paese in cui è stato rilasciato il codice; dalla 3ª alla 4ª posizione i caratteri di controllo basati sull’ algoritmo MOD 97-10 (ISO 7064); dalla 5ª alla 7ª posizione il business code indicato dal Creditore per sue esigenze di business (se non è utilizzato dal creditore deve essere indicato il valore ZZZ); dalla 8ª posizione con possibilità sino alla 35ª, il codice identificativo nazionale.
L’Italia, su proposta delle imprese, ha definito di utilizzare quale codice identificativo nazionale il codice fiscale o la Partita IVA. In relazione a ciò, il formato del codice identificativo per la comunità bancaria italiana sarà costituito da una stringa alfanumerica di lunghezza fissa pari a 23 caratteri, in cui le posizioni dall’ottava alla ventitreesima dovranno essere valorizzate con il codice fiscale/partita IVA del Creditore, con l’ avvertenza di inserire cinque zeri di riempimento a sinistra qualora il codice identificativo nazionale sia una partita IVA o un codice fiscale provvisorio, entrambi di 11 caratteri.
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